Epistola di S.S. Papa Leone IV

E' una lettera apocrifa e appartiene a quelle credenze che animano molte pratiche occulte.
E', in pratica, un "salvacondotto" per l'al di qua e per l'al di lá.

Le superstizioni nelle Valli del Natisone

Nella sua tesi di laurea Mons. Angelo Cracina in un capitolo affronta il tema della superstizione nelle nostre Valli.
Tra le diverse pratiche delle quali é venuto a conoscenza, cita anche l'epistola salvacondotto di papa Leone IV.

Il Cracina scrive:

E' apocrifa ed é stampata alla macchia: ci si accorge subito alla lettura del primo brano.

Quindi trascrive il documento che ha in mano:

Titolo:

"J.M.J. Epistola di S.S. Papa Leone IV mandata da un angelo al Re Carlo Magno Imperatore".
Si legge che la santitá di Papa Leone IV mandó questa SS. epistola al Re Carlo Magno Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la S. Sede; ed ordinó ad onore di ognuno che facesse la copia e la portasse in dosso che ogni persona sará salva, e chi la leggerá e porterá in dosso non gli potrá accadere alcun male né di giorno né di notte.

E sempre andranno bene i suoi negozi.
Se qualche donna stesse in disgrazia con il marito, avendo questa SS. Epistola in dosso, bisogna che suo marito la torni ad amare.
Se vi fosse qualche donna che non potesse partorire, mettendosi la presente in dosso partorirá subito e senza dolore...
Se questa SS. Epistola alcuna persona l'avesse in mano, ne faccia copia e la conservi che poche copie se ne trovano...

Queste sono parole, ovvero la lettera che mandó Papa Leone IV al Re Carlo Magno e la trovó stampata nell'archivio antico del suo palazzo nell'anno di nostra salute 1169:

Erue sit ┼ Amen. Deum erue in quamomni tempore te adoro ┼ Erue Cristi afferat ad me Domine quidem me opprimat inimicus Christum nobiscum sit. Amen. Jesus Maria Joseph. Franciscus, Antonius, Jacobus, Andrea, libera me Joseph" ecc., ecc."

Il Cracina annota:
Come si vede, la storia (Carlo Magno morí nell'814 e Leone IV nel 963), la logica e la sintassi sono malmenate, ma l'occultismo e la magia hanno bisogno di questi sistemi per far colpo sulle anime semplici.
Ne é prova anche la “Lettera di Gesú Cristo” che riportiamo a pagg. 99-101

Vedi: LINTVER - CULTURA/letteratura/Mons Cracina/Vita religiosa e spiritualitá delle Valli del Natisone.

Nella nota, inoltre, asserisce che:
"(47) Questa epistola fu regalata allo scrivente da Dugaro Antonia di a. 60 da S. Leonardo nel 1940 (B. Cr.).

Esiste un secondo brano?

Evidentemente il Cracina, parlando del primo brano, avrebbe dovuto avere tra le mani almeno un secondo  brano, che peró non trascrive.


Mons. Cracina é morto giá da una decina d'anni. La sua biblioteca probabilmente é rimasta nella canonica della parrocchia di San Leonardo

Mi son ripromesso tante volte di andare a indagare ma non ho ancora avuto l'occasione.

Interesse per questa epistola

Ogni tanto qualcuno mi scrive chiedendo informazioni piú dettagliate circa questa lettera.
Ció significa che questa catena si é estesa piú o meno in tutta Italia. Molto interessante sarebbe sapere da dov'é partita.

Voglio riportare la versione che la signora Maria Teresa Serra mi ha mandato dal Piemonte. E' molto piú ampia e comprende anche quella seconda parte che il Cracina non riporta.


Il documento di Maria Teresa Serra

Teresa dice, parlando del documento:

si tratta di un foglio, scritto a penna con inchiostro nero sulle due facciate.

La grafia é molto minuscola, inclinata e di difficile lettura, specialmente nelle pieghe del foglio che ha un po' cancellato le parole.

E' stata sempre tenuta piegata piú volte nel portafoglio da un montanaro di Forno Alpi Graie in Val di Lanzo, provincia di Torino.

Non sappiamo niente d'altro, il foglio é stato ritrovato solo adesso ed esaminato attentamente.


Note sulla trascrizione:

1. le poche parole non chiare sono state sottolineate;

2. si é rispettata la scrittura originale.

Prima pagina

Formula magica da portare sempre appresso

Epistola di papa Leone mandata da un angelo al re Carlo Imperatore .

Si legge che la Santitá di papa Leone mandó questa SS. Epistola al re carlo Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la Santa Sede, ed ordinó che a favore d'ognuno che facesse la coppia e la portasse adosso che ogni persona sará salva, e chi la leggerá e la porterá in dosso, non gli potrá accadere male alcuno ne di giorno ne di notte.

Inoltre andranno sempre bene i suoi affari, se qualche donna stasse in disgrazzia del marito, avendo questa SS. Epistola indosso bisogna che il suo marito la torni ad amare.

Se vi fosse qualche donna che non partorisse, mettendosi la presente indosso, partorirá subito e senza dolore, se qualche donna si trovasse nell'estremo della sua vita confidandosi alla misericordia di Dio, avrá grazia che l'anima sua non potrá essere mandata all'inferno.
Quello che la porterá indosso non puó in nessun caso essere offeso.
Se questa santa Epistola alcuna persona l'avesse in mano ne faccia la coppia e la conservi, che poche copie se ne trovano ancora, se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signore, oppure suo favorito amico, andandoli a parlare tornerá alla prima amicizia.

Se qualcheduno combattesse con li nemici suoi sará sempre vincitore e vittorioso, e dove sono questi santi nomi di Dio

Agnus, ┼Nativitates, ┼Voluleus, ┼Eilcristus, ┼Benevolrntius, ┼Amalis, ┼Santus┼

Se qualcuno venisse il sangue dal naso che non gli stagnasse mettendosi la presente indosso subito gli stagnerá, e portando la presente in seno non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualche duno uncredulo lo potrá provare con metterla sopra un'anima e tirargli che non potrá essere offesa.

+Competitione spirito maligno quater fulminaribus catolicis ┼ ad computatione ..

(Qui vi sono tre righe illeggibili)

...Jesum Maria, amen angelus nativitas qui fecit cielum et terram fecit salvum tumulo tua .Juseph santus Andreae Amen

Queste sono le parole, ovvero la lettera che mandó Papa Leone al Re Carlo e si trova scritta nelarchivio antico del suo palazzo nell'anno di nostra salute 1169.

Erue sit amen, Deum erue in quam omne tempore te adoro, erue Christi afferat ad me Domine quidem me opprimat inimicus Christum nobiscum sit amen.

Jesus Maria, Joseph, Franciscus, Antonius, Andreae, libera me Joseph

J N R I ┼

Fra tanti benefici che gode colui che porterá indosso questa sono ancora i seguenti:
sera salvo da ogni pricolo, e non morirá senza confessione, né di folgore, né di tempesta, né di saette, né di acqua, né di fuoco, né di veleno, ne di mal fisico, né di mala sorte, ne di morte subitanea, e sará libero dalle calunnie, dai falsi testimoni, e dai cattivi nemici.

Seconda pagina sul retro foglio

Questa orazione fu mandata dall'Angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Imperatore, acció nessuno potesse nuocerlo

Christus Rex visitare nos Deus ┼ homo ┼ factus est miraculu

Andreae transeat per montium, Elisabet sine non ab tet

Crus X Christus difendat me Crus X Christus me ad omni malo

libera me.

Domine Christus ┼ Deus ennanue Jesus redentor Christus Vicit.

Raphael miram . Melchior incensum. Baldhassar aurum

(Nota: dovrebbe essere Gasparre)

┼ Christus vicit, Christus ut omni periculo imminenti me difendat Jesus ed Maria.

Signor mio Gesú Cristo, salvator di tutto il mondo salvate l'anima mia.

Si legge che Re Carlo, una mattina doveva far decollare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliar la testa, e non poté farlo morire: fu cercato undosso, e gli trovarono la medesima Epistola.

Gran madre di Dio, Vergine fra tute le Vergini di tutto l'uniVerso, benedetta e santificata fra tutte le altre donne pregate il Vero SS. Figlio per tutti i peccatori. Voi Signora che siete la vera Vergine, vogliatemi bene ed aiutatemi in tutte le necessitá.

Quest'orazione fu trovata nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed ora, questa proprietá che chi la porta in dosso, peró con devozione, e con buona intenzione, non sará sentenziato a morte, e sará visitato tre giorni avanti alla sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS. ed in quella casa dove vi sará questa orazione, non si sentirá veruno, non vi sará incendio, ne si vedranno geni cattivi, e sará solievo da qualsiasi sorta di pericolo.

LAUS DEO

Il documento di Paola Sabatini

La signora Paola Sabatini scrive al LINTVER: Ho ricevuto da mia Madre via fax questa copia, mi sembra leggermente diversa da quella pubblicata da Voi. Lei ne é venuta in possesso da un parente ormai morto che viveva sul lago Maggiore, e mi raccontava che questo suo cugino la portava addosso durante la seconda guerra mondiale mentre prestava servizio su un sommergibile. Il sommergibile fu colpito dal fuoco nemico e solo lui si salvó.

Ecco la lettera:

Epistola di papa Leone

Mandato da un angelo al Re Carlo Imperatore

Si legge che la santitá il Papa Leone IV mandó questa SS. Epistola al Re Carlo Imperatore, nel tempo che si trovava alla battaglia per la S. Fede, ed ordinó a favore d'ognuno che facesse la copia e la portasse indosso, che ogni persona sará salva e che la leggerá e la porterá indosso non gli potrá accadere male alcuno, né di giorno né di notte. E sempre andranno bene i suoi negozi. Se qualche donna stesse in disgrazia del suo marito, avendo questa SS. Epistola indosso, bisogna che suo marito la torni ad amare.

Se vi fosse qualche donna che non partorisse mettendosi la presente indosso partorirá subito e senza dolore. (Se qualcheduno si trovasse nell'estremo di sua vita, confidandosi alla misericordia di Dio avrá la grazia che l'anima sua non potrá essere dannata all'inferno. Quello che la porterá indosso non potrá in nessun caso essere offeso.) Se questa santa Epistola alcuna persona la avesse in mano e ne faccia la copia e la conservi, che poche copie se ne trovano,. Se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signore, oppure di qualche signora, oppure di qualche favorito suo amico andandogli a parlare tornerá alla prima amicizia.

Se qualcheduno combattesse son i nemici suoi, sará sempre vincitore e vittorioso (e dove sono questi santi nomi di Dio) (non si capisce!) Agnus, ┼ Nativitas, ┼ Vitulos(?), ┼ Cristus,┼ Benevoluntas, ┼ Amabil, ┼ Sanctus. Se qualcheduno venisse il sangue dal naso che non gli stagnasse, mettendosi la medesima indosso subito gli stagnerá e portando la presente indosso, non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualcheduno incredulo lo potrá provare col metterlo sopra un'anima e tirargli che non potrá essere offeso. (riga illeggibile) ┼┼┼ Compatione spiritus maligno quator fulminacibus cattolicis ┼ et computation e sanctum Iacobum et homine sanctis ed sancto Dei nunc nemo posit nocere nobi ┼ San Andreae Cui famulo tuo libera me domine ab omnibus infirmitatibus, pericolis temporalibus, et omnis odio et omnia lingua et vigilando et comandando in omni tempore” “jesus F.F.F.F. Amen.”

“++ Libera Iesus Maria, amen angelus, nativitas, qui fecit coelum et terram fecit salvum famulo tuo a Ioseph sanctus Andreae. Amen. Queste sono le parole ovvero la lettera che mandó Papa Leone al re Carlo e la trovó stampata nell'archivio antico del suo palazzo, anno di sua salute 1169 eru e sit ┼ amen”

Deum ein quam omne tempore te adoro erue Christi afferat ad me domine quidem me opprimat inimicus Cristus nobiscum bit amen Iesus, Maria Ioseph, Franciscus, Antonius, Iacobus, Andreae libera me Ioseph (in fondo ?)



INRI ┼ Fra i tanti benefici che gode colui che porterá indosso questo foglietto vi sono ancora i seguenti: Sará libero da ogni pericolo e non morirá senza confessione, né di folgore, né di tempesta, né di saette, né di acqua, né di fuoro, né di veleno, né di mal di sico (?), né di mala molte, né di morte subitanea, e sará libero dalle calunnie e dai falsi testimoni e dai cattivi.

Questa orazione fu mandata dall'Angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Magno, acció nessuno potesse nuocerlo: “ Cristus Rex visitare non Deus ┼ homo ┼ factum est miracula Andreae transeat per motum Elisabet sine abitet ┼ et requirescant omni ?ggione ┼ sanctus Deo ┼ sanctus misericor et immortalis misericordiae mei. ┼ Cruz Cristus difendat me Crus ┼ Cristus me ab omni malo libera me.

“Domine Cristus ┼ Deus emanuel Iesus redemptor Cristus ┼ et verbum caro factum est habitavit in me Rapael irae a Melchior incensum ┼ Daldbassar aurum ┼ Cristus, vicit, Cristus ut omni periculo imminenti me defendat: Iesus et Maria “Signor Mio Gesú Cristo, Salvator di tutto il mondo, salvate l'anima mia.”

Si legge che il Re Carlo una mattina doveva far decolare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliare la testa e non poteva farlo morire; fu cercato indosso e gli trovarono la medesima Epistola (Gran madre di Dio Vergine fra tutte le Vergini di tutto l'universo, benedetta e santificata fra tutte le altre donne, pregate il vero SS. Figlio per tutti i peccatori, voi Signora, che siete la vera Signora, che siete la vera Vergine, nominatemi bene ed aiutatemi in tutte le necessitá).

(Questa orazione fu trovata nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed ha questa proprietá che chi porterá indosso, peró con devozione e con buona intenzione, non sará sentenziato a morte, non patirá il male d'occhi, né di cuore e sará visitato tre giorni avanti alla sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS., ed in questa casa dove si sará quella orazione non vi sentirá veruno e non si vedranno viziosi cattivi, e sará libera da qualsiasi sorta di pericolo. LAUS DEO).

Nota

Se qualcuno é in possesso di altre lettere simili e non fosse tanto geloso da tenersele solo per sé, me le potrebbe spedire (specogna/at/alice/dot/it) in modo da aggiungerle a questo file e agevolare chi fosse interessato a questa ricerca.
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